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Tecnologia e privacy: come sarà il futuro

Tecnologia e privacy: come sarà il futuro

Tecnologia e privacy sono sempre più connesse e il futuro profuma di riconoscimento biometrico

08/04/2022

La quarta rivoluzione industriale ha portato grandissimi cambiamenti alla nostra società e vita di tutti i giorni. Allo stesso modo in cui il motore a vapore nel XVIII secolo ha dato vita all’urbanizzazione di massa. L’industria 4.0 ha radicalmente modificato il modo in cui viviamo le nostre vite: tecnologie avanzate, inimmaginabili solo 20 anni fa, accompagnano oggi le nostre giornate come se nulla fosse.

Innovazioni e cambiamenti

Le nostre case hanno assistenti virtuali che oltre a dare il buongiorno sono in grado di ordinare la spesa e allo stesso tempo consigliarci l’itinerario più veloce per andare a cena fuori. I nostri telefoni hanno la stessa potenza di molti computer e ci danno in qualsiasi momento acceso a una banca dati infinita e la possibilità di compiere moltissime azioni che riteniamo importanti e alle volte irrinunciabili quotidianamente. Tuttavia tutti questi cambiamenti e soprattuttoqueste informazioni hanno dato vita a nuove problematiche, come una continua sovraesposizione dell’individuo e una sua continua condivisione di dati che ha reso necessarie nuove tutele a riguardo.

I confini fra realtà e irrealtà diventano più sfocati

L’intelligenza artificiale si è evoluta a tal punto che computer e sistemi operativi sono ad oggi in grado di sostituire l’essere umano nei suoi compiti. Inoltre, ciò che causa le maggiori problematiche in campo giuridico è la questione dei confini. La tecnologia ha la capacità di trasportarci al di fuori del luogo fisico nel quale ci troviamo e la legge, fino a non molto tempo fa, poteva, alle volte, divenire obsoleta nel cercare di capire come regolamentare certe interazioni.

Pertanto, in ottica di ovviare il problema si è resa necessaria la creazione di una legge sovranazionale che dia una connotazione globale delle fattispecie e che non sia strettamente connessa a confini nazionali. Ne consegue che sono necessarie nuove norme. La società creata dall’industria 4.0 ha creato è basata sullo scambio di dati; la data society ha infatti come principale obiettivo quello di garantire la sicurezza e la tutela dei dati che gli utenti decidono di condividere con chi desiderano quando gli viene richiesto. Per questo motivo negli anni sono state create delle normative settoriali specifiche che regolamentano, per esempio, i dati relativi alla posizione o all’uso dei cookies.

Le tecnologie di riconoscimento facciale

Tra le innovazioni che questo avanzamento della tecnologia ha apportato è importante menzionare le TRF, ovvero le tecnologie di riconoscimento facciale, che consentono di identificare una persona tramite il riconoscimento dei tratti del viso. Uni.riz si avvala di questa tecnologia che permetteranno all’utente di poter accedere a corsi in streaming e online senza dover immettere una password, ma semplicemente guardando il dispositivo. I TRF sono presenti nella maggior parte dei devices tecnologici che possediamo e utilizziamo ogni giorno, come il nostro smartphone o il nostro computer o tablet.

Questa nuova tecnologia oltre allo sblocco del dispositivo e accesso a dati viene utilizzata anche nella sua funzione “di base” ovvero di ricerca volti, tale opzione la troviamo principalmente sui social come Instagram o Tiktok, dove tramite TRF è possibile applicare al proprio volto filtri che ne cambiano l’aspetto. La tecnologia TRF viene però anche utilizzata per scopi di sicurezza pubblica, per esempio per l’identificazione di un soggetto sconosciuto, il quale può venire identificato grazie ad un algoritmo che preleva dati da un database e associa ad essi i connotati dell’individuo in questione.

Australia: verso un database nazionale

Negli ultimi anni il governo australiano sta attuando un operazione di digitalizzazione di massa, dove ogni foto che viene scattata ai cittadini in “via ufficiale” come per una patente o il passaporto, vieni automaticamente inserita all’interna di un database nazionale, questo database è subordinato a un disegno di legge discusso in questi mesi, nel quale vengono menzionati anche i possibili rischi e sfruttamento dei dati personali degli utenti.

Il dibattito è acceso tra i sostenitori e gli oppositori del servizio: c’è chi lo ritiene utile e chi invece è preoccupato per la possibile invasione di privacy che questa nuova tecnologia possa recare ai cittadini. Il dipartimento degli affari interni di Canberra a sostegno del servizio parla di come tale innovazione possa aiutare a combattere la lotta contro i furti di identità, la quale costa in media al governo australiano quasi 3 miliardi l’anno; l’introduzione di un riconoscimento facciale di stato potrebbe notevolmente migliorare la situazione prevenendo tali reati.

(fonte immagine: Yandex.com)

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