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Lo studio legale si trasforma: il coworking

Lo studio legale si trasforma: il coworking

Il coworking è una tipologia innovativa di portare avanti il proprio lavoro

09/12/2021

Il coworking è una tipologia innovativa di portare avanti il proprio lavoro al di fuori del classico spazio di ufficio: all’interno di un ufficio tradizionale, infatti, si trovano a lavorare insieme unicamente i dipendenti di una sola azienda, che tra di loro sono quindi colleghi.

Nel coworking, invece, lo spazio di lavoro non corrisponde all’ufficio: si tratta infatti di spazi condivisi adattati al lavoro ma che non sono legati ad una sola azienda.

La differenza più importante con gli uffici tradizionali, quindi, è che in questi spazi si trovano a lavorare insieme ma in maniera indipendente persone di aziende diverse, che magari operano anche in settori totalmente diversi tra di loro.

Il coworking in Italia si è sviluppato tra il 2008 ed il 2010, in forma ibrida (ufficio tradizionale con spazi condivisi), importata (rete estera già esistente che si è espansa nel nostro Paese) e nativa (ossia pensata e nata interamente qui).

A chi si rivolge il coworking

Il coworking è quindi un modo di lavorare che viene adottato principalmente da soggetti che lavorano in smartworking, liberi professionisti ed anche lavoratori che si spostano frequentemente.

I vantaggi di questo “stile di lavoro” sono tanti, e tra questi ci sono:

  • riduzione dei costi aziendali (come le bollette)
  • riduzione dei costi di trasporto per i dipendenti, che possono scegliere di lavorare anche vicino casa
  • la possibilità di lavorare in luoghi che hanno tutte le comodità necessarie
  • dare alternative di spazi fisici a chi lavora da remoto
  • alimentare la socialità, le opinioni e le possibili collaborazioni tra dipendenti di organizzazioni diverse
  • essere un appoggio a chi viaggia molto per lavoro ed ha necessità di spazi adeguati per lavorare

Avvocati e coworking

Dal momento che il coworking sta riscuotendo sempre più successo, in Italia come all’estero, per vari settori e varie figure professionali, si è pensato di introdurlo anche nel mondo della giurisprudenza.

Cassa Forense, dopo che la prima iniziativa pilota si è rivelata un successo, ha deciso di inserire questa modalità di lavoro all’interno delle iniziative di welfare. Il piano che prevede il coworking sarà attivo in prima battuta fino a Settembre 2022, con la sede iniziale a Roma; successivamente l’iniziativa verrà portata avanti anche a Milano e Napoli.

La Capitale è stata scelta come sede iniziale del progetto sia per il numero di iscritti alla Cassa Forense (più di 24.000), sia perché a Roma sono presenti le Magistrature Superiori: queste sono infatti punto di accesso da parte di avvocati e praticanti da tutto il Paese che potrebbero necessitare di spazi di lavoro adatti, situati vicino ai Tribunali (Via Attilio Regolo e Via Boezio). Milano e Napoli, che seguiranno subito dopo, registrano più di 10.000 iscritti a testa e sono anch’esse punto di ritrovo per numerosi avvocati dai diversi Fori.

Coworking Cassa Forense: come è organizzato

Nell’ambito del progetto portato avanti da Cassa Forense, il coworking prevede innanzitutto la possibilità ad avvocati e praticanti iscritti di usufruire in maniera totalmente gratuita di spazi di lavoro e di sale riunioni.

E’ possibile usufruire di tutti i comfort necessari per un corretto svolgimento delle proprie mansioni, quali una scrivania personale, un box con chiave, una connessione wi-fi, una sala relax ed uno snack corner; ogni postazione viene sottoposta a manutenzione periodica e soprattutto ad igienizzazione.

Le sale sono accessibili tutti i giorni, dal Lunedì alla Domenica, dalle ore 7.30 fino alle 23.30; esclusivamente su richiesta, è possibile l’accesso anche h24. Eventualmente è disponibile anche la Sala Riunioni Executive, nella quale è prevista anche un’assistenza front desk gestita dai dipendenti dei Centri di Coworking, attiva dal Lunedì al Venerdì dalle ore 8.30 alle 18.30. Per poter accedere agli spazi di lavoro è necessaria la prenotazione, con accesso a rotazione per gli iscritti, i quali dovranno rispettare il regolamento di Cassa Forense.

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